Nascono le finestre intelligenti con tecnologia LSC

Presso il Centro di Innovazione Tecnologica Eni di San Donato Milanese (MI) è stato installato un prototipo di Smart Window (“finestra intelligente”), installabile su qualsiasi tipo di finestra senza necessità di sostituirla, che include la tecnologia LSC (Luminescent Solar Concentrator) per la cattura e la conversione dell’energia solare in elettricità.

Frutto della Ricerca e Sviluppo del team di Eni, il sistema è caratterizzato da telai esterni contenenti pannelli delle dimensioni di 50 cm x 50 cm con speciali pigmenti luminescenti brevettati da Eni. I pigmenti, in questo caso, emettono luce gialla, ma la Ricerca Eni sta studiando anche lastre neutre. Sui bordi, dove la luce viene concentrata, sono posizionate delle celle solari che producono l’elettricità necessaria a movimentare le veneziane, che controllano l’ombreggiatura e quindi l’insolazione diretta di un ambiente. L’energia prodotta in eccesso viene invece immagazzinata in batterie che rendono disponibile l’elettricità per vari utilizzi: da stazioni meteo, a porte usb per la ricarica di telefoni cellulari.

Nascono anche a Venezia le finestre che producono energia. Hanno vetri pigmentati che “lanciano” la luce del sole verso celle fotovoltaiche. Le finestre che producono energia sono tra le tecnologie emergenti nell’edilizia.

Si chiamano concentratori solari luminescenti (LSC nell’acronimo in inglese) e sono vetrate caratterizzate da pigmenti che ricevono la luce solare per distribuirla verso celle fotovoltaiche. Una sperimentazione italo-cinese coordinata da Alberto Vomiero, professore all’Università Ca’ Foscari Venezia e alla svedese Lulea Tekniska Universitet, ha compiuto un passo avanti in questa direzione, ottenendo il record di efficienza usando come pigmenti nano particelle di carbonio, noti come carbon dot, e sviluppando un metodo per produrre in quantità queste particelle di dimensione inferiore al milionesimo di millimetro. La ricerca dimostra che è possibile produrre LSC ecosostenibili – spiega Alberto Vomiero – a partire da carbon quantum dots ottenuti da acido citrico e urea con un processo sottovuoto. La radiazione che viene convertita in energia elettrica non è quella che incide sulla finestra, ma quella generata dai carbon dot, i quali assorbono parte della luce incidente e riemettono luce che viene “guidata” dal vetro della finestra fino al bordo, dove sono posizionate le celle solari.

Le finestre LSC sono note da decenni, ma non hanno raggiunto caratteristiche da renderle appetibili a un largo mercato.

Risultati scientifici come questi possono accelerare questa innovazione e trovare applicazione nei rivestimenti semitrasparenti degli edifici, che genererebbero energia elettrica rinnovabile.L’Organizzazione di Volontariato “We Can” sostiene la ricerca di energie alternative.Il progresso tecnologico ci ha fornito anche dei mezzi per trasformare la “forza naturale” del vento, dell’acqua e del sole in energia pulita. L’uomo ha scoperto fonti alternative come  l’idrogeno, l’etanolo, la biomassa ed è qui che bisogna investire. Si deve “potenziare” la ricerca per far sì che le fonti alternative possano un giorno diventare le principali fonti energetiche del nostro pianeta.