LILIUM PER NOLA

LILIUM: LA NUOVA IDENTITA' URBANA

Ciò che rappresenta un’opera del genere può cambiare l’aspetto di un angolo di strada o di una città. la scultura di arte pubblica risponde a una precisa domanda culturale posta dai volontari dell’associazione, e alla quale gli stessi volontari o meglio artisti hanno risposto con la loro creatività e sensibilità.

LILIUM: LA NUOVA IDENTITA' URBANA

Ciò che rappresenta un’opera del genere può cambiare l’aspetto di un angolo di strada o di una città. la scultura di arte pubblica risponde a una precisa domanda culturale posta dai volontari dell’associazione, e alla quale gli stessi volontari o meglio artisti hanno risposto con la loro creatività e sensibilità.

Progetto

L’iniziativa intende valorizzare gli spazi urbani attraverso l’arte contemporanea: la donazione della scultura da parte dell’associazione We Can rafforza il senso di appartenenza, promuove la cultura condivisa e offre alla città di Nola un contributo permanente di bellezza.

Iconografia 

L’opera unisce la figura di San Paolino, la barca del suo ritorno e la campana simbolo della sua tradizione, elevandosi come un obelisco che richiama gli otto gigli delle corporazioni e sintetizza in un unico slancio la fede e la memoria della comunità.

MISSIONE

Nella sua essenzialità, l’opera intreccia fede, memoria e arte contemporanea, trasformandosi in un simbolo civico che rinnova l’identità di Nola e invita la comunità a riconoscere nello spazio pubblico un punto d’incontro tra la propria storia e il futuro.

PERCHÉ NON DONARE UNA SCULTURA ALLA CITTÀ CHE LA RAPPRESENTA?

La città ha un’importante storia. Il centro storico e i ritrovamenti archeologici della zona ne testimoniano le origini antiche: gli Etruschi, nel VII secolo a.C., la fondarono con il nome di Hyria e successivamente i Sanniti che, dopo averla conquistata e ricostruita, la chiamarono Nuvla “città nuova”.

Il progetto “Lilium” nasce con l’obiettivo di arricchire gli spazi pubblici di Nola attraverso l’arte contemporanea e di rafforzare il legame tra comunità, cultura e territorio. L’associazione We Can dona alla città una scultura moderna come gesto di collaborazione civica e come invito a vivere l’arte come parte integrante dell’ambiente urbano.

L’opera, ideata da Emilia Cafarelli, disegnata da Daniele Siciliano, progettata da Antonio Napolitano e Biagio Simonetti, simboleggia San Paolino di Nola e la tradizione dei Gigli, patrimonio dell’UNESCO.

“Quest’opera nasce come segno di gratitudine e visione, dedicata a Nola e alla sua comunità, custode di storia, innovazione e identità condivisa.”

Realizzata in acciaio corten, la composizione è verticale e slanciata, con geometrie essenziali che richiamano la struttura di un giglio e l’idea dell’elevazione spirituale. Il volto del santo, le simbologie della barca e della campana, e le otto aperture che rappresentano i gigli tradizionali, creano un dialogo tra fede, storia e modernità. I colori richiamano quelli della festa: legno, rosso, giallo, oro.

“La scultura non rappresenta, ma connette: un punto d’incontro tra le radici
profonde di Nola e la sua energia proiettata verso il domani.”

L’opera è pensata anche come elemento educativo: il materiale che cambia nel tempo simboleggia evoluzione e continuità. La scultura diventa così un punto d’incontro simbolico tra tradizione e innovazione.

  • Collocazione: in Piazza Marconi nel centro storico di Nola;
  • Fruizione: libera, 24 ore su 24, con apertura dell’opera alla città e ai visitatori;

In conclusione, “Lilium” non è solo un monumento, ma un segno di identità collettiva: unisce passato e presente, religione e cultura civica, e invita a rileggere lo spazio urbano come luogo di partecipazione, memoria e futuro. Un dono che trasforma il decoro in linguaggio d’arte e la città in luogo di bellezza condivisa.


“Il santo e la festa sono un tutt’uno. Il giglio non è solo un omaggio, ma diventa la “dimora” del santo, il mezzo attraverso cui il popolo lo porta per le strade di nola.”

PERCHÉ NON DONARE UNA SCULTURA ALLA CITTÀ CHE LA RAPPRESENTA?

La città ha un’importante storia. Il centro storico e i ritrovamenti archeologici della zona ne testimoniano le origini antiche: gli Etruschi, nel VII secolo a.C., la fondarono con il nome di Hyria e successivamente i Sanniti che, dopo averla conquistata e ricostruita, la chiamarono Nuvla “città nuova”. Il progetto “Lilium” nasce con l’obiettivo di arricchire gli spazi pubblici di Nola attraverso l’arte contemporanea e di rafforzare il legame tra comunità, cultura e territorio. L’associazione We Can dona alla città una scultura moderna come gesto di collaborazione civica e come invito a vivere l’arte come parte integrante dell’ambiente urbano. L’opera, ideata da Emilia Cafarelli, disegnata da Daniele Siciliano, progettata da Antonio Napolitano e Biagio Simonetti, simboleggia San Paolino di Nola e la tradizione dei Gigli, patrimonio dell’UNESCO. “Quest’opera nasce come segno di gratitudine e visione, dedicata a Nola e alla sua comunità, custode di storia, innovazione e identità condivisa.”
Realizzata in acciaio corten, la composizione è verticale e slanciata, con geometrie essenziali che richiamano la struttura di un giglio e l’idea dell’elevazione spirituale. Il volto del santo, le simbologie della barca e della campana, e le otto aperture che rappresentano i gigli tradizionali, creano un dialogo tra fede, storia e modernità. I colori richiamano quelli della festa: legno, rosso, giallo, oro.
“La scultura non rappresenta, ma connette: un punto d’incontro tra le radici profonde di Nola e la sua energia proiettata verso il domani.”
L’opera è pensata anche come elemento educativo: il materiale che cambia nel tempo simboleggia evoluzione e continuità. La scultura diventa così un punto d’incontro simbolico tra tradizione e innovazione.
  • Collocazione: in Piazza Marconi nel centro storico di Nola;
  • Fruizione: libera, 24 ore su 24, con apertura dell’opera alla città e ai visitatori;
In conclusione, “Lilium” non è solo un monumento, ma un segno di identità collettiva: unisce passato e presente, religione e cultura civica, e invita a rileggere lo spazio urbano come luogo di partecipazione, memoria e futuro. Un dono che trasforma il decoro in linguaggio d’arte e la città in luogo di bellezza condivisa.

“Il santo e la festa sono un tutt’uno. Il giglio non è solo un omaggio, ma diventa la “dimora” del santo, il mezzo attraverso cui il popolo lo porta per le strade di nola.”

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