22
Lug

Il patentino per i proprietari di cani.

Una scelta di civiltà che l’Italia dovrebbe rafforzare

Ogni anno in Italia migliaia di cani vengono abbandonati, maltrattati o affidati a persone che, pur animate dalle migliori intenzioni, non sono realmente preparate a gestirli.

Il problema, nella maggior parte dei casi, non è il cane. Il problema è la mancanza di conoscenza e di responsabilità da parte di chi sceglie di accoglierlo.

Un cane non è un giocattolo, un regalo di compleanno o un passatempo. È un essere vivente che prova emozioni, necessita di cure, educazione, socializzazione, assistenza veterinaria e attenzioni quotidiane per tutta la sua vita, che può superare anche i quindici anni.

Per questo motivo sarebbe opportuno che l’Italia rafforzasse e rendesse più diffusa la cultura del “patentino” per i proprietari di cani, trasformandolo in un vero percorso formativo preventivo, rivolto a chi desidera adottare o acquistare un animale.

Non si tratta di limitare la libertà dei cittadini, ma di garantire che ogni futura famiglia sia consapevole dell’impegno che sta assumendo.

Un percorso formativo potrebbe affrontare temi essenziali come:

  • il benessere animale;
  • il linguaggio e il comportamento del cane;
  • la prevenzione delle aggressioni;
  • gli obblighi previsti dalla normativa;
  • la corretta alimentazione;
  • le cure veterinarie;
  • la convivenza negli spazi pubblici e il rispetto degli altri cittadini.

Una formazione preventiva significherebbe meno abbandoni, meno maltrattamenti, meno incidenti e una migliore qualità della vita sia per gli animali sia per le persone.

In Italia esiste già la possibilità di frequentare corsi per il cosiddetto “patentino”, promossi dai Comuni insieme ai Servizi Veterinari delle ASL, ma l’obbligo riguarda solo situazioni specifiche, come alcuni proprietari coinvolti in valutazioni comportamentali dei propri cani. Link Ministero della Salute 

Diversi Paesi europei stanno invece investendo sempre di più sulla formazione dei proprietari. In Spagna e in alcune realtà della Germania sono stati introdotti percorsi formativi o esami per particolari categorie di proprietari, mentre in Svizzera il modello è evoluto nel tempo.

Queste esperienze dimostrano che la formazione non deve essere vista come una punizione, ma come uno strumento di prevenzione capace di migliorare il rapporto tra uomo e animale e di ridurre i problemi che troppo spesso finiscono per gravare sulle famiglie, sui Comuni e sui canili.

La riflessione dell’ODV We Can

Come associazione impegnata nella promozione dell’ambiente, della cultura e del rispetto verso ogni forma di vita, crediamo che educare sia sempre più efficace che intervenire quando il problema è già nato.

Un cane non sceglie la propria famiglia: siamo noi a scegliere lui.

Ed è proprio per questo che chi decide di accogliere un animale dovrebbe farlo con piena consapevolezza delle responsabilità che ne derivano.

Non crediamo che tutti debbano necessariamente possedere un cane. Crediamo invece che ogni cane abbia il diritto di vivere con persone preparate, responsabili e realmente in grado di garantirgli benessere, sicurezza e amore per tutta la sua vita.

Investire nella formazione dei proprietari significa investire in una società più civile, ridurre gli abbandoni, contrastare il maltrattamento degli animali e costruire una convivenza migliore tra cittadini e animali.

Per We Can, la tutela degli animali non è soltanto una questione di sensibilità: è un indicatore del livello di civiltà di un Paese. Una società che educa al rispetto degli animali è una società che educa anche al rispetto delle persone.

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